Calatabiano:
piazza Vittorio Emanuele III
La
chiesa sorge addossata al torrente Santa Beatrice, sulla caratteristica
piazza, di forma triangolare, dedicata
a Vittorio Emanuele III.
DESCRIZIONE: la chiesa, secondo il progetto, sarebbe dovuta constare
di una navata centrale e due laterali: la prima unita alla seconda
a mezzo del solito archeggiato e colonnato. Ma la mancanza di
fondi sufficenti fece sorgere la chiesa monca, rinviando a tempi
migliori la costruzione delle due navate laterali, mai più
edificate. Nelle sue linee la chiesa non ripete nessuno stile
architettonico. Forse avrebbe dovuto ripetere lo stile barocco.
L'ingresso principale è in marmo colorato e vi si arriva
attraverso una scalinata in pietra lavica. All'interno, la chiesa
si presenta interamente affrescata. Entrando, lateralmente la
navata, si trovano quattro altarini in marmo di Taormina, sormontati
da tele di autore ignoto: "Madonna del Carmine", "San
Giuseppe morente", "Madonna del Rosario" e "Annunciazione".
S ulla parete sinistra, al centro dei due altari, è posto
un fercolo in legno scolpito risalente al 1933, che viene usato
per il trasporto dell'Addolorata durante la processione del Venerdì
Santo. Sul lato destro, invece si trova il pulpito, in legno scolpito,
risalente al 1891, opera di Nunzio Grasso. L'altare maggiore,
in marmo di Taormina, è circondato dal coro ligneo in noce
scolpito. L'opera più preziosa che la chiesa conserva,
è la pala del Crocifisso, pitturata da G. Salvo D'Antonio,
nipote del famoso Antonello da Messina. L'opera viene definita,
ironicamente, "fantasma", in quanto, per paura di furto,
non viene esposta al pubblico. Ai lati del transetto vi sono due
altari in marmo di Taormina dedicati, uno al SS. Crocifisso ai
cui piedi sta la Madonna Addolorata, l'altro, di stile barocco,
dedicato al Sacramento. Nella chiesa sono custodite le statue
di Santa Lucia, Santo Antonio di Padova, Maria Ausiliatrice e
il Cuore di Gesù. Una statua di notevole pregio è
quella di San Giorgio a cavallo risalente al '700 circa.
DATI TIPOLOGICI: chiesa con pianta a croce latina e volta a botte.
Le sue linee architettoniche non si rifanno a nessuno stile. Internamente
vi è qualche riferimento barocco.
INTERVENTI DI RESTAURO: nel 1991 fu restaurata la facciata della
chiesa, ma sono necessari restauri interni.
STATO DI CONSERVAZIONE: mediocre PAVIMENTI: marmo bianco e granito
UMIDITA': rilevante
Notizie
tratte dalla pubblicazione Chiese nell'hinterland Jonico-Etneo
; Coop. FIUMEFREDDO 86
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